Possiamo scegliere di cambiare prospettiva sul nostro passato, questo messaggio è potente e profondamente terapeutico. Non si tratta di negare il dolore o di fingere che non sia esistito, ma di scegliere dove mettere lo sguardo, dando spazio anche a quei ricordi positivi che spesso rimangono in ombra.
Troppo spesso restiamo intrappolati nei ricordi dolorosi, come se fossero tutto ciò che abbiamo.
Ma possiamo scegliere di cambiare prospettiva sul nostro passato
Chiudi gli occhi. Torna alla tua infanzia.
Una vetrina di giocattoli. Tre palline di gelato. Una corsa in monopattino con un amico. Te lo ricordi? Sei al settimo cielo, quindi, descrivilo.
Dott.ssa Ewa Woydyłło nel libro “La felicità si può imparare” suggerisce —puoi prendere una decisione, sedersi con carta e penna, recuperare immagini luminose dell’infanzia, invita a smettere di guardare ciò che è stato terribile. Non nel senso di rimuoverlo, ma nel senso di non restarci incatenati.
Se davvero non c’è stato niente di bello nella tua vita pensa a cosa ti metterebbe di buon umore oggi? Una passeggiata nel parco, un gelato, un messaggio a qualcuno che ti fa stare bene. Anche una cosa piccola. Falla.
E poi, tra qualche giorno, raccontami cosa ricordi di quel giorno.
Oggi è il giorno che domani potrai ricordare con un sorriso.
Questo esercizio di memoria guidata che suggerisce — sedersi con carta e penna, recuperare immagini luminose dell’infanzia — è una forma di ricostruzione narrativa che può aiutare a riconnettersi con parti sane e vitali di sé.
È un approccio che si avvicina a diverse tecniche usate in psicoterapia, come:
- la ristrutturazione cognitiva (cambiare prospettiva su un evento);
- la mindfulness (essere presenti nel momento);
- la terapia narrativa (dare voce a storie diverse della propria vita).